Dolci napoletani 


I dolci napoletani non sono conosciuti in tutta Italia ma la fama della loro bontà si è diffusa praticamente in ogni angolo del pianeta. Come tutti i forni che si rispettino anche quello di Ivano Iavazzo ne produce ogni giorno di buonissimi, rispettando le antiche ricette di terra partenopea. Forse la regina di tutti i dolci napoletani è la pastiera che antica leggenda vuole essere nata su una spiaggia, quando le mogli dei pescatori lasciarono nella notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il mare, affinché questo permettesse ai mariti tornare a terra. Al mattino le acque avevano mischiato gli ingredienti e nelle ceste magicamente si era formata una torta che fu chiamata Pastiera. Le vere origini di questo dolce sono sicuramente pagane e vengono fatte risalire alla celebrazione della primavera, infatti la ricotta addolcita che è il cuore della torta, deriva da quello che un tempo era il latte mischiato al miele come offerta votiva. 


Un altro dolce venduto dal Forno Cinquanta è la torta caprese che fu creata in un laboratorio di pasticceria dell’isola nel 1920, dal cuoco Carmine di Fiore, pare, in maniera involontaria. Si narra che fosse intento a preparare una torta alle mandorle per tre malavitosi da poco giunti nell’isola. Forse una distrazione lo portò a dimenticare di aggiungere la farina necessaria e, quando infornò la torta, invece di aver fatto un disastro ottenne una prelibatezza. Il dolce infatti era morbidissimo al centro e croccante fuori, tanto che i tre furono soddisfattissimi e vollero avere la ricetta.
Non solo i classici dolci napoletani, il Forno Cinquanta ne propone tanti altri come le crostate fatte con tanti tipi di marmellata diversa, tutto freschissimo, oppure per i più golosi quella alla Nutella. Non mancano poi i buonissimi ciambelloni allo yogurt, le brioche, le trecce e i cornetti farciti con tante creme diverse, ma anche quelle vuote.